F.A.Q.

Domande frequenti

L’addendum contiene linee guida quantitative concepite per promuovere in futuro

prassi di accantonamento più tempestive in materia di NPL. Esso integra gli aspetti

qualitativi affrontati nelle linee guida sugli NPL pubblicate a marzo 2017 dalla Banca

centrale europea (BCE).

L’addendum si applica in maniera non vincolante a tutti gli enti significativi. Tuttavia,

eventuali scostamenti da quanto indicato nell’addendum devono essere

adeguatamente motivati dalle banche e potrebbero dare luogo a misure di vigilanza

qualora non siano suffragati da argomenti ed evidenze sufficientemente solidi. Le

aspettative sui livelli minimi di accantonamento prudenziale si applicheranno a tutte

le nuove esposizioni classificate come deteriorate in linea con la definizione dell’ABE

a partire dal 1° gennaio 2018.

L’addendum introduce uno strumento prudenziale che consente alle banche di

utilizzare le deduzioni dai fondi propri di cui all’articolo 3 del regolamento sui requisiti

patrimoniali (Capital Requirements Regulation, CRR) quale alternativa agli

accantonamenti contabili al fine di soddisfare le aspettative di vigilanza. Peraltro, gli

accantonamenti contabili saranno presi in piena considerazione in sede di analisi

della conformità ai livelli minimi di accantonamento prudenziale, compresi i potenziali

incrementi degli accantonamenti derivanti dall’entrata in vigore dell’IFRS 9 nel 2018.

Si fa presente che tali incrementi derivanti dalla prima applicazione dell’IFRS 9 non

sono rilevanti a fini di conto economico e che sarà possibile distribuire nel tempo

gli eventuali effetti sul capitale.

Le linee guida si applicano solo ai nuovi NPL. Il loro preciso impatto dipende dunque

dagli afflussi di crediti deteriorati, che nel passato recente si sono ridotti a livello di

  1. Inoltre, le linee guida si rivolgono soltanto a quelle banche che hanno ancora

parti non garantite di NPL prive di copertura dopo due anni oppure parti garantite

prive di copertura dopo 7 anni. Per quanto concerne l’impatto potenziale sul mercato

secondario degli NPL, le aspettative riguardano l’esposizione netta degli NPL, ossia

al netto degli accantonamenti prudenziali. Le linee guida pubblicate il 20 marzo fanno riferimento alla

vendita di NPL come a uno degli strumenti a disposizione per fronteggiare gli elevati livelli di crediti deteriorati.

La Vigilanza bancaria della BCE, tramite i gruppi di vigilanza congiunti (GVC), sta

valutando il grado di credibilità e ambizione delle strategie degli enti significativi,

definite anche per ridurre le consistenze in essere degli NPL attraverso obiettivi di

riduzione fissati dalle banche. Va tenuto presente che si è assistito a una riduzione

delle consistenze degli NPL degli enti significativi, da 950 miliardi di euro nel primo

trimestre del 2016 a 865 nel primo trimestre del 2017. Si continueranno a seguire

con attenzione i progressi compiuti dalle singole banche nella riduzione dei crediti

deteriorati e si presenteranno, entro la fine del primo trimestre del 2018,

considerazioni su ulteriori politiche per fronteggiare le consistenze di NPL in essere,

incluse disposizioni transitorie appropriate.

I GVC si sono impegnati attivamente con le banche nella fase successiva alla

pubblicazione delle linee guida sugli NPL per assicurare che gli enti significativi

individuassero e colmassero potenziali lacune in termini di conformità. Inoltre, alcune banche

hanno iniziato ad affrontare in maniera più attiva le questioni degli NPL,

incrementando gli sforzi interni nelle capacità di recupero e in parte anche in termini

di vendita e cartolarizzazione. Tuttavia, alcuni intermediari non mostrano ancora

sufficiente determinazione e ambizione nella riduzione dei loro livelli elevati di NPL.

Le banche dovrebbero riferire almeno con frequenza annuale in merito al

raggiungimento dei livelli minimi di accantonamento prudenziale definiti

nell’addendum. Qualora la copertura non soddisfi pienamente le aspettative di

vigilanza illustrate nell’addendum, le banche dovrebbero fornire motivazioni ed

evidenze a sostegno degli scostamenti. In caso di motivazioni insufficienti, la Vigilanza

bancaria della BCE prenderà in considerazione l’adozione di misure di vigilanza.

La determinazione della calibrazione finale dei livelli di accantonamento definiti nell’addendum ha tenuto conto

di una serie di fattori: l’applicazione del giudizio di vigilanza, le prassi internazionali in materia di accantonamento

e requisiti di cancellazione, i tempi delle procedure di risoluzione degli NPL nell’UE, anche con riferimento ai relativi

progressi compiuti nel recente passato. La Vigilanza bancaria della BCE ritiene che la calibrazione proposta rappresenti

una metodologia equilibrata per promuovere in futuro prassi di accantonamento tempestive in materia di NPL.

La necessità di uno sforzo congiunto da parte di tutti i soggetti interessati per liberare le banche europee dal problema

dei crediti deteriorati è ampiamente riconosciuta. In tale contesto, la Vigilanza bancaria della BCE sta affrontando la

questione in stretta collaborazione con gli altri soggetti interessati a livello europeo.

L’addendum non è al momento applicabile alle garanzie escusse. Tuttavia, la Vigilanza bancaria della BCE tiene sotto

attenta osservazione gli sviluppi relativi a questo tema. Misure di vigilanza saranno adottate nei casi in cui le banche riducano

i livelli di NPL facendo ricorso soltanto all’escussione e in assenza della possibilità di cedere le relative attività. In tale contesto,

le linee guida sugli NPL invitano le banche ad applicare scarti di garanzia ragionevoli nella valutazione di tali attività.


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